Carlo Magno è spesso considerato, a torto o a ragione, il padre dell’Europa. Ma fu anche padre e basta, e marito ovviamente, e tra matrimoni e concubinati mise su una bella famigliola.
Le varie unioni matrimoniali che contrasse nel corso della sua lunga vita (morì ultrasettantenne, un’età di tutto rispetto all’epoca, dopo quarantasei anni di regno) furono motivate da ragioni politiche più che sentimentali.
Ma non mancarono anche amanti e concubine, e a tal proposito bisogna fare un’importante precisazione: benchè fossero cristianizzati da secoli, i Franchi conservavano comunque alcune tradizioni germaniche e mostravano una certa elasticità rispetto ai rigidi dettami della morale cristiana. Quindi non era considerato disdicevole unirsi a donne con vincoli diversi dal matrimonio e mettere al mondo figli che, seppur tecnicamente bastardi, venivano comunque riconosciuti e sistemati a vita.

Unione n. 1: Imiltrude
La prima compagna di Carlo fu Imiltrude, una donna di cui sappiamo pochissimo. E abbiamo usato di proposito la parola “compagna” perché non è chiaro, dopo oltre 1200 anni, la natura della loro unione. Eginardo, biografo ufficiale di Carlo Magno, non la considerava una moglie e quindi etichettava come illegittimo il figlio nato dalla coppia, Pipino. D’altro canto, il fatto che il bambino fosse stato onorato con lo stesso nome del padre di Carlo fa supporre che potesse essere ben più di un semplice bastardo.
Forse Imiltrude si era unita al giovane re dei Franchi in quello che gli storici chiamano friedelehe: un’unione tra due persone di rango diverso (in questo caso un sovrano e una nobildonna di rango molto basso) che poteva essere sciolta più facilmente di un regolare matrimonio.
Infatti, dopo che Carlo divenne re dei Franchi, alla morte del padre Pipino nel 768, Imiltrude fu messa da parte in nome della ragion di Stato e scomparve dalla storia. Negli anni ’70 nel monastero di Nivelles fu scoperto un sepolcro contenente i resti di una certa Hemeldrudis, morta intorno ai quarant’anni; la tentazione di identificarla proprio con Imiltrude è forte.
Quanto a suo figlio Pipino, è passato alla storia con il soprannome di “Gobbo”, per una vistosa malformazione della schiena. Vuoi per questo difetto fisico, vuoi per la natura dell’unione con sua madre, Carlo non lo coinvolse mai nei suoi progetti di successione, ma nemmeno lo scacciò dalla sua corte. Almeno fino al 792, quando fu coinvolto in una congiura dei nobili che aveva lo scopo di togliere di mezzo sovrano e i suoi figli legittimi, sostituendoli proprio con Pipino. Dopo aver sventato il complotto, la reazione di Carlo Magno fu tremenda: i congiurati furono tutti condannati a morte e solo Pipino evitò la pena capitale, ma fu costretto a diventare monaco presso l’abbazia di Prüm. Lì morì nell’811, qualche anno prima del padre.
Unione n. 2: Desiderata
Nel 769 Carlo sposò una principessa longobarda, figlia del re d’Italia Desiderio. Si trattò di matrimonio puramente politico, orchestrato dalla madre del re, Bertrada di Laon, al fine di favorire relazioni fruttuose tra i Franchi e i Longobardi. Chi non apprezzò le nozze fu invece papa Stefano III, che aveva tutto l’interesse a mantenere i due popoli nemici, in modo da potersi servire dei Franchi per difendersi dalle mire espansionistiche dei Longobardi.
Di questa donna non conosciamo con certezza il nome. Le fonti carolingie la citano per lo più come Desiderata, che potrebbe essere un semplice patronimico. Andrea da Bergamo, autore di una continuazione dell’Historia Langobardorum di Paolo Diacono, la chiama Berterada. Alcuni studiosi moderni, come Janet Nelson, hanno avanzato l’ipotesi che si chiamasse Gerperga. L’Ermengarda dell’Adelchi di Manzoni è invece al cento percento un’invenzione ottocentesca.
Quale che sia la verità, già nel 771 Carlo Magno ripudiò la principessa longobarda, forse per il deteriorarsi dei rapporti con suo padre Desiderio, forse perchè non gli aveva ancora dato un figlio, forse per entrambi i motivi. La donna tornò alla corte del padre e trascorse il resto dei suoi giorni nel monastero di San Salvatore a Brescia, gestito dalla sorella Anselperga.

Unione n. 3: Ildegarda
Subito dopo aver allontanato la figlia di Desiderio, Carlo Magno convolò a nozze con Ildegarda, figlia del conte Geroldo di Vinzgouw. La mossa era sicuramente finalizzata a rafforzare il rapporto con la nobiltà alemanna, ma il matrimonio fu comunque piuttosto felice e durò oltre dieci anni.
Ildegarda fu l’incarnazione della perfetta moglie franca: non solo diede a Carlo quattro figli e cinque figlie, ma fu anche al suo fianco durante le principali campagne militari. Basti pensare che nel 774 partorì addirittura sotto le mura di Pavia, e nel 778 diede alla luce due gemelli mentre seguiva il marito in una spedizione in Aquitania. Morì di parto nel 783.
Fu da questa unione che Carlo Magno ebbe i tre figli ai quali aveva previsto di lasciare il trono: Carlo, detto “il Giovane” per distinguerlo dal padre; Carlomanno, che più avanti cambiò il nome in Pipino; Ludovico. Un quarto figlio, Lotario, gemello di Ludovico, morì in tenera età. I ragazzi furono educati per diventare grandi sovrani e il loro status di eredi fu sancito già nel 781, quando Carlo fu nominato re dei Franchi, Pipino re dei Longobardi e Ludovico re di Aquitania (ovviamente il vero potere continuava a essere nelle mani di Carlo Magno). Negli anni successivi si distinsero come valenti condottieri: Pipino, in particolare, riportò nel 796 una decisiva vittoria sugli Avari, celebrata persino in versi nel carme De Pippini Regis Victoria Avarica, mentre Ludovico nell’801 strappò Barcellona ai musulmani.
Purtroppo, Pipino morì nell’810, forse di febbri malariche contratte durante l’assedio di Venezia; Carlo il Giovane lo seguì nella tomba un anno dopo, nell’811. Solo Ludovico sopravvisse al padre, succedendogli come re dei Franchi, dei Longobardi e di Aquitania e imperatore augusto nell’814.
Quanto alle figlie che Carlo Magno ebbe da Ildegarda, si chiamavano Rotrude, Berta, Gisela e Ildegarda e nessuna di loro si sposò, per timore che i loro mariti potessero avanzare eventuali pretese sul trono dei Franchi. Tuttavia Rotrude ebbe una relazione con Rorgone, conte del Maine, dalla quale nacque Ludovico, abate di Saint-Denis; Berta invece si unì ad Angilberto, conte di Ponthieu, poeta, diplomatico e segretario dell’imperatore, e suo figlio fu Nitardo, celebre cronista dell’età carolingia. Inoltre, Carlo volle che le sue figlie fossero istruite a corte dai migliori intellettuali e letterati dell’epoca, come Alcuino di York; Rotrude apprese persino il greco sotto la guida di un monaco inviato dalla corte di Costantinopoli, quando si era pensato di maritarla all’imperatore Costantino VI (progetto poi abortito).

Unione n. 4: Fastrada
Rimasto vedovo nel 783, Carlo Magno sposò Fastrada, figlia del conte Rodolfo III di Franconia. Anche dietro queste nozze c’erano motivazioni politiche: il re era impegnato nell’ennesima campagna contro i Sassoni e aveva bisogno del supporto della nobiltà franca a est del Reno.
Eginardo la descrive come una donna crudele e senza scrupoli, arrivando a sostenere che tale crudeltà fu alla base di rivolte contro Carlo stesso, per il timore dei nobili franchi che il loro re si fosse piegato ai capricci di una consorte così malvagia. Difficile confermare o smentire certe voci a più di un millennio di distanza, per cui concediamo a Fastrada il beneficio del dubbio. Sembra comunque che il sovrano la amasse tanto, al punto che arrivò a coniare delle monete con il nome della moglie nella legenda, cosa inconcepibile all’epoca.
Dall’unione nacquero due figlie, Teodrada, poi badessa di Argenteuil, e Iltrude.
Fastrada morì nel 794, per la precisione il 10 agosto, durante il sinodo di Francoforte che l’imperatore aveva convocato per condannare ufficialmente il culto delle immagini sacre.

Unione n. 5: Luitgarda
Dopo la dipartita di Fastrada, Carlo si sposò per la quarta (o quinta, a seconda di come consideriamo l’unione con Imiltrude) e ultima volta con Liutgarda, figlia di Liutfrido II di Sundgau. C’è tuttavia un certo dibattito tra gli storici sulle tempistiche: secondo molti la sposò subito, già nel 794, secondo altri solo nel 799 dopo anni di concubinato.
Fatto sta che Liutgarda fu una presenza importante in quegli anni, amata non solo dal sovrano ma anche dai suoi figli e dagli intellettuali di corte, che ne apprezzavano l’amore per le lettere. Accompagnava abitualmente il marito a caccia ed è descritta come una donna pia e devota.
Dal matrimonio non nacquero figli e quando morì, il 4 giugno 800, Carlo decise di non prendere più moglie. Forse il vecchio imperatore aveva amato Liutgarda così tanto da non potersi riprendere dal dolore, o forse, essendo ormai al vertice del potere, non aveva più bisogno di unioni politiche; e aveva tutti i figli maschi necessari per portare avanti la stirpe carolingia.
Piccola curiosità: Luitgarda potrebbe aver avuto una sorella, Redburga, che sposò il principe del Wessex Ecgberht, all’epoca in esilio sul continente.
Bonus track: Concubine
Nonostante il dolore per la morte di Luitgarda, Carlo ci mise poco a consolarsi prendendo con sé quattro concubine, che lo affiancarono negli ultimi anni di vita e gli diedero altri figli.
Gersuinda era una donna del popolo sassone, che Carlo sottomise dopo un trentennio di feroci lotte, repressioni ed eccidi che non gli resero certo onore (come quello che si consumò a Verden nel 782). Diede al sovrano una figlia, Adaltrude.
Madelgarda fu invece madre di Ruodaide, futura badessa di Faremoutiers.
Regina diede all’imperatore due figli, Drogo, nominato vescovo di Metz, e Ugo, che fu arcicancelliere alle dipendenze del fratellastro Ludovico, imperatore dall’814.
Infine l’ultima concubina, Adallinda, diede alla luce un figlio, Teodorico.
Sappiamo che Carlo Magno ebbe anche altri figli, come Richbod, poi abate di Saint-Riquier, e Bernardo, abate di Moutiers-Saint-Jean, ma le fonti non riportano l’identità delle madri che potrebbero essere state ulteriori concubine o amanti del re.

Fonti
- Eginardo, Vita di Carlo Magno (830-833)
- Janet Nelson, King and Emperor: A New Life of Charlemagne (2019)
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